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LOMBOSCIATALGIA
Si
tratta di una patologia che si localizza al
rachide lombare interessando anche i rami nervosi
che vanno a costituire il nervo sciatico.
L' eziologia (causa) più frequente è la degenerazione
del disco intervertebrale (protrusioni, ernie,
bulging), vi sono poi altre cause quali l'artrosi,
tumori, etc.).
- I sintomi principali:
dolore lombare ed irradiato lungo il decorso
dello sciatico con parestesie contrattura muscoli
paravertebrali e possibili deficit di forza
dei muscoli innervati dallo stesso.
- Il trattamento riabilitativo:
prevede inizialmente terapie antinfiammatorie
(LASER, ULTRASUONI) associati a terapie miorilassanti
come(MASSOTERAPIA SEGMENTARIA, TERMOTERAPIA)
- In una fase successiva:
KINESITERAPIA onde migliorare il tono delle
strutture muscolari paravertebrali (muscoli
della colonna vertebrale) per mezzo di tecniche
specifiche: back school, McKenzie.
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SINDROME FEMOROROTULEA
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Si
tratta di una patologia che colpisce principalmente
il sesso femminile in una età compresa tra i
15 e 45 anni caratterizzata da infiammazione
della cartilagine articolare rotulea con possibili
lesioni della stessa.
- I sintomi principali: per lo più dolore
retrorotuleo esterno che può estendersi anche
medialmente e aumenta dopo posture prolungate
con le ginocchia flesse e nella salita e discesa
dalle scale.
- Le cause: possono essere congenite
o traumatiche.
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- Il trattamento riabilitativo: prevede l'eliminazione
del dolore che viene ottenuto attraverso terapie antinfiammatorie
(LASER, ULTRASUONI, IONOFORESI), il rinforzo muscolare
del muscolo quadricipite in particolare del vasto mediale
attraverso l'elettrostimolazione selettiva e le contrarioni
isometriche in catena cinetica chiusa con il fine di
stabilizzare la rotula.
In contemporanea risulta utile anche l'utilizzo di ginocchiere
con foro stabilizzatore oppure applicazioni di taping
secodo Mc Connel, Levine. Con l'utilizzo di tali tecniche
riabilitative conservative si ottengono ottimi risultati
e solo in pochi casi si rende necessario l'intervento
chirurgico di release rotuleo e di toilette chirurgica
della cartilagine.
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PUBALGIA
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La
pubalgia o sindrome retto-adduttoria è una patologia
da sovraccarico funzionale dell'inserzione distale
dei muscoli addominali e prossimale degli adduttori
caratterizzata da una sintomatologia dolorosa
della regione pubica che spesso tende ad irradiarsi
lungo la faccia anteromediale della coscia o
lungo la parete addominale . E' una patologia
piuttosto frequente in alcuni sport (calcio
scherma,basket,corsa ostacoli, hokey,etc.)
- La diagnosi: è per lo più clinica anche
se spesso è opportuno approfondire il quadro
clinico attraverso accertamenti strumentali
come (rx, ecografia, rmn).
- La terapia conservativa: riveste un
ruolo dominante ed è basata in fase iniziale
sul riposo funzionale, crioterapia, terapia
farmacologica (fans) e sulla terapia fisica
(laser di potenza.ultrasuonoterapia, jonoforesi
con fans).
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- Nella fase successiva: l'approccio riabilitativo
diventa per lo più Kinesiterapico attraverso il potenziamento
muscolare isometrico e lo stretching dei muscoli adduttori
e di tutta la catena cinetica posteriore fino al tendine
d'achille.
- Il potenziamento isometrico: deve anche interessare
i muscoli retti e obliqui dell'addome. Utile previa
valutazione il trattamento manipolativo del rachide
in toto e delle sacro iliache onde eliminare eventuali
blocchi arti-colari e relativi compensi posturali.
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SINDROME DEL PIRIFORME
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Per
sindrome del piriforme s'intende una sintomatologia
di tipo sciatalgico conseguente ad un alterazione
strutturale del muscolo piriforme stesso che
diviene rigido e voluminoso tanto da comprimere
il nervo sciatico scatenando dolori e parestesie
nella regione glutea ed alla porzione posteriore
dell'arto inferiore.
- Chi colpisce: prevalentemente le donne
(rapporto 6:1 con gli uomini) ed è abbastanza
frequente anche se spesso misconosciuta.
- Le cause: Tra le cause ipotizzate,
traumi diretti, microtraumi ripetuti della regione
glutea, trigger point, stati flogistici. Tali
cause provocano la formazione di bande miofasciali
particolarmente fibrotiche e poco elastiche
all'interno del muscolo piriforme che diventa
più rigido comprimendo così il nervo sciatico
contro l'arcata ossea del grande forame ischiatico.
Alcuni autori ipotizzano che la compressione
possa anche verificarsi all'interno del ventre
muscolare la diagnosi è fondamentalmente clinica.
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- I test clinici: il piu citato e patognomonico
è il test di" freiberg" che consiste nel far sdraiare
il paziente sul lettino in posizione prona flettere
passivamente il ginocchio a 90° portare la gamba all'esterno
per imprimere al femore una rotazione interna. Oltre
a tale test il muscolo piriforme può essere valutato
con la pressopalpazione alla ricerca di zone contratte
e trigger points.
- Il trattamento: si basa sulla massoterapia
locale con compressione ischemica, ultrasuonoterapia
a micromassaggio e sretching statico al fine di rimuovere
le aderenze cicatriziali ed i trigger points restituendo
così al muscolo una normale meccanica e favorendo il
ritorno del flusso ematico normale.
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DISTORSIONE DI CAVIGLIA
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E'
un evento traumatico frequente negli sportivi
che si verifica in seguito ad un movimento estremo
del piede in inversione o eversione.
- Le più frequenti sono le distorsioni
con il piede in inversione data la maggior mobilità
del compartimento laterale della caviglia e
possono comportare a seconda della gravità lesioni
capsulari dei legamenti in particolare il peroneo
astragalico anteriore e il peroneo calcaneare
nonchè nei casi più severi lesioni ossee (fratture
malleolari).
- Tipi di distorsioni: si distinguono
distorsioni di I°,II°,III° grado.
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- Nelle lesioni di I° grado: il dolore e d il
gonfiore sono lievi i legamenti risultano integri, in
questo caso il trattamento consiste nel confezionamento
di un bendaggio elastico associato a riposo funzionale
applicazioni di ghiaccio e terapie fisiche come ultrasuoni
ionoforesi laser.
- Le lesioni di II°e III°grado: interessano anche
i legamenti e sono caratterizzate da dolore tumefazione
anche molto importante ed ematoma sul compartimento
laterale associati a impotenza funzionale ed instabilità.
- Il trattamento: in tali casi prevede riposo
funzionale utilizzo di bendaggio elastico deambulazione
con stampelle, ghiaccio terapie fisiche ed inizio precoce
della piscina.
- Successivamente: importante il recupero del
rom (range of motion) attraverso mobilizzazioni attivo-passive
nonchè il rinforzo muscolare ricercando un buon equilibrio
fra i muscoli mediali e laterali della caviglia associando
anche il lavoro propiocettivo con tavolette instabili
di freeman e con balzi sul tappeto elastico (bouncer)
alla ripresa della attività sportiva almeno per le prime
settimane, si consiglia a scopo preventivo il confezionamento
di taping anelas-tico.
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FASCITE PLANTARE
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Si
tratta di un entesopatia meccanodegenerativa delle
strutture tendinee fasciali e legamentose che
si inseriscono in corrispondenza della tuberosità
del calcagno. La diagnosi è principalmente clinica
(utile per approfondire il quadro clinico rx ed
ecografia).
- La sintomatologia dolorosa: si localizza
nella regione posteriore della pianta del piede,
che si irradia in avanti lungo il margine mediale
della volta plantare.
- L'ipotesi eziologica: (causa) più accreditata
è il sovraccarico funzionale. Infatti è una patologia
frequente negli atleti (podisti, calciatori, tennisti,
etc, che praticano l'attività sportiva su superfici
piuttosto dure) e nelle persone in sovrappeso.
Altra ipotesi, che però in seguito a vari studi
è stata esclusa, è la Presenza del cosidetto sperone
calcaneare. Infatti è stato dimostrato che solo
il 10% di tutti gli speroni calcaneari visibili
con le rx erano sintomatici.
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- Alterazioni della volta plantare: come piedi
piatti con valgismo oppure piedi cavi e l'utilizzo di
calzature non idonee possono favorire la patologia.
- Il trattamento: è conservativo ed è improntato
sul riposo funzionale (da eventuali attività sportive
e nel limite del possibile nella vita quotidiana) sull'utilizzo
di farmaci antinfiammatori (fans), ghiaccio da applicare
localmente due volte al giorno per 20 minuti.
La terapia fisica è altresì indicata, specialmente ultrasuoni
a testa fissa associati alla laser terapia di potenza
(laser 808nm, nd yag).
Anche l'eswt (onde d'urto) sono indicate per un ciclo
di 3-4 sedute.
Il trattamento prevede anche il confezionamento
di plantari con la funzione di ammortizzare i sovraccarichi
funzionali e riequilibrare la biomeccanica del piede.
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